domenica 8 settembre 2013

Torte in arrivo: le mosche ronzano ma fan troppo rumore


La torta sta per arrivare sul tavolo e le mosche stanno per fiondarsi su. Piccoli accattoni prestati alla politica ed alle istituzioni, che a malapena parlano la lingua italiana, stanno per spartirsi le fette del buon dolce e per donarne il contenuto, previa ingente cresta, agli amici. Ce n'è per tutti anche per soggetti chiacchierati o per attenzionati. L'importante è far presto, fin quando qualcuno, già avvisato da voci popolari e da organi di informazione, non verrà sorpreso con le mani nella cioccolata.
Il titolare della pasticceria non potrà esimersi o lamentarsi se qualche suo dipendente poi verrà sorpreso a mangiare di nascosto o peggio a vendere in conto proprio dolciumi non suoi. Così come non potrà non sapere se lo stesso dipendente o magari il cassiere baratti pasticcini con gli utenti affinché qualche congiunto o compare possa entrare nella famiglia del cliente.
Questo non è un mercato ma un saccheggio, già prima che arrivino le polpette. Un giorno forse ci sarà gloria per tutti.

La Salamandra

sabato 29 giugno 2013

Abolizione del permesso a costruire e riforma dei piani regolatori e paesaggistici


Una completa riforma, un rinnovamento culturale prima ancora che giuridico si rende necessario in materia di legislazione urbanistico ed edilizia. Un vero e proprio pantano, anzi una selva intricata che genera confusione interpretativa tra gli operatori tecnici e del diritto (per non parlare delle aberrazioni compiute dalle polizie giudiziarie di turno che favorisce la stagnazione della legalità e favorisce sistemi di corruttele diffusi soprattutto negli uffici tecnici dei comuni del meridione d'Italia, specie nelle zone dove più vincoli insistono sul territorio per effetto della concorrente legislazione regionale di turno.
Abusi, soprusi, faziose interpretazioni che generano angoscia presso i cittadini i quali sono costretti a pagare più di un soggetto per vedersi accordare un permesso a costruire (già la dicotomia sembra un provvedimento di ordine reale e papale) spesso concedibile in poco tempo, in linea con la tempistica del nord Italia, ma nei comuni meridionali diventa un calvario tra negazioni, divieti e rigetti di provvedimenti amministrativi di ogni sorta. Tutto ciò aumenta il "potere contrattuale" dei dipendenti degli uffici tecnici che dopo il terrorismo psicologico inferto fanno la cresta sulle disponibilità economiche dei richiedenti.
Abolizione del permesso a costruire e sostituzione dello stesso con la nuova segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) la quale deve essere immediatamente operativa ed esecutiva al momento del protocollo presso gli uffici amministrativi competenti, i quali devono organizzarsi tutti con lo sportello unico per l'edilizia: basta con il peregrinare di ufficio in ufficio alla ricerca del "signorino" di turno che risolva il problema. E' la pubblica amministrazione del sud Italia.
I permessi a costruire sono ancora frutto del retaggio di culture giuridiche di secoli ormai passati dove il potere ed il Re erano al di sopra dei cittadini i quali erano sudditi. Se un progetto edilizio o una determinata opera di urbanizzazione rispetta la legislazione urbanistica-ambientale deve immediatamente essere realizzabile senza alcun cenno da parte della pubblica amministrazione. La clausola di sicurezza è la pubblica fede: il tecnico o il "segnalante" che dichiara il falso (falsi requisiti o conformità di legge) viene incriminato con le norme del codice penale che già sono esistenti.
Tale semplificazione si rende necessaria così come la limitazione degli abnormi poteri delle soprintendenza ambientali ed archeologiche le quali sono purtroppo una zavorra e un peso per il rilancio del sistema Italia, probabilmente per le emotività politiche alle quali si ispirano e dalle quali si lasciano influenzare con negazionismi e severe interpretazioni delle normative vincolistiche.
Tutto va interpretato e purtroppo oggi gli operatori interpretano ogni legge contro il cittadino, andrebbe imposto il principio di penalistica memoria delle interpretazione più favorevole al "reo", richiedente in tal senso. Solo così si pone fine all'abusivismo edilizio, riformando anche i piani regolatori e i piani paesaggistici intrisi di odio sociale e di stupida demagogia che ingessa il paese: devono esserci indici di fabbricabilità ovunque e lo "ius aedificandi" deve ritornare ad essere ricompreso a pieno titolo tra le facoltà liberamente esercitabili dal titolare del diritto di proprietà. Anche in tal caso l'argine alla cementificazione selvaggia sarebbe il limite dell'architettura biocompatibile, ovvero dell'utilizzo di materiale a basso impatto ambientale come il legno.
Se gli operatori del diritto, dagli uffici tecnici passando per le polizie giudiziarie ai pubblici ministeri, adoperassero un interpretazione più liberale e moderna della selva legislativa, ricca di antinomie e di incongruità in più punti, probabilmente i cittadini vedrebbero maggiormente soddisfatte le proprie esigenze abitative, problema annoso e da non sottovalutare specie nei comuni meridionali dove scarseggiando le abitazione per la crescente popolazione.
Pozzuoli, palazzo Migliaresi
Temi questi che in Campania ed in particolar modo a Pozzuoli in provincia di Napoli stanno cercando di affrontare ed analizzare alcuni avvocati i quali pare stiano per lanciare un nuovo movimento associazionistico e politico che punti proprio a proporre la riforma della materia urbanistico edilizia così come è stata tratteggiata in questo articolo. A tal proposito proprio gli avvocati Lorenzo Sozio e Gennaro Maione, promotori di tale nuovo soggetto politico che dovrebbe portare tali istanze al legislatore, sono convinti che gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria devono poter essere eseguiti senza alcun tipo di comunicazione o di autorizzazione mentre gli interventi di nuova costruzione e di ristrutturazione "pesante" devono poter essere realizzati unicamente mediante SCIA.
Un soggetto politico che porti tali istanze sarebbe la soluzione migliore per far valere i diritti di migliaia di cittadini che vedono compromessi e calpestati da pubbliche amministrazioni saccenti e truffaldine i propri bisogni abitativi.
L'abolizione del permesso a costruire sarebbe un contributo nella lotta alla corruzione e ai sequestri selvaggi.


La Salamandra

mercoledì 19 giugno 2013

Radiazione dall'albo per l'avvocato che richiede onorari irrisori o lavora sostanzialmente gratis


Il titolo è una provocazione, uno scherzo, ma lascia intendere quanto sia drammatica la realtà napoletana e meridionale in generale. Una contromisura al decadimento del formalismo dei legali e della considerazione che questi hanno tra il pubblico andrebbe imposta.
Tra le principali colpe quella della richiesta di onorari talmente irrisori ed esigui da rendere la prestazione lavorativa del tutto gratuita o poco gratificante, anzi mortificante. I clienti abusano e si spingono fino a non pagare nemmeno il grottesco e simbolico emolumento che gli viene richiesto. Come si pretende rispetto e considerazione se ci sono avvocati che patrocinano in cause penali finanche per 200 miseri euro?
Totò in Miseria e Nobiltà
Penserete che questo malcostume sia delle giovani leve, nossignore, non solo, addirittura avvocati del capoluogo di provincia il cui nome appare conosciuto e popolare in certi ambienti inclini al reato scivolano sulle richieste economiche. Parcelle irrisorie e nomine a pochi euro: la giusta esca per attrarre clientela e far circolare il proprio nome sulla piazza, magari per vanità o per le classiche "pose" agli occhi dei colleghi, giusto per far vedere di essere il principe del foro in voga tra il popolo.
Anche avvocati con anni ed anni di esperienza stanno fomentando questa trappola mortale per l'intera classe forense, creando problemi anche ai giovani avvocati che si vedono ammazzare il mercato da "titolati nominativi" che la gente magari si ritrova sui giornali o nel fluido flusso del passaparola cittadino, lasciandosi condizionare dalla "popolarità" del professionista.
Come porre fine a questo dilagante decadimento? Forse il titolo dell'articolo non è tanto sbagliato.

giovedì 30 maggio 2013

Pozzuoli, ritorno al 2001, un opposizione "accarezzata" spiana la strada ad una sinistra cattocomunista


Opposizione assente, inesistente, addomesticata, "accarezzata" e ci sarebbero ancora tanti altri aggettivi. Si contano sulle dita di una mano e quasi tutti non vanno nemmeno più in consiglio comunale per far sentire la propria voce e per contestare, ove fosse necessario, le politiche della sinistra cattocomunista che amministra al città di Pozzuoli.
Le larghe intese sono arrivate anche a Pozzuoli? E' alleanza tra PD e PDL? C'è un silenzio assordante, di quelli anomali, di quelli che generano sospetti e puzza di "inciuci" o collusioni sottobanco.
Intanto si votano provvedimenti liberticidi e si sostengono illiberali posizioni di divieto su molte iniziative private e commerciali. Non si può più fare impresa a Pozzuoli, un po per la crisi e un po per l'atteggiamento ostruzionistico e demagogico dei burocrati locali  il cui potere contrattuale dei burocrati si affievolisce nei confronti di attività libere o liberalizzate perché non possono gestire o concedere, quindi certe logiche politiche di stampo regio vengono meno.
Di fronte ad una delibera di dubbia legittimità che impedisce la concessione di nuove licenze per i locali di ristorazione ed intrattenimento del centro storico ed editti censori nei confronti di libere attività quale può essere quella di un area privata nella quale si intrattengono le coppiette (caso attuale e divenuto noto alle cronache nazionali come "parco dell'amore"), il centrodestra che fa? Rimane muto, anzi peggio, assume un atteggiamento di favoreggiamento di queste politiche "cattocomuniste" dal sapore bigotto e moralista. Altro che popolo della libertà di Pozzuoli, altro che opposizione: sembra che di essere ripiombati nel 2001 quando gli stessi soggetti che sono sparsi nei vari schieramenti che si contrappongono oggi, erano tutti d'amore e d'accordo nello stesso partito, la Margherita, ad amministrare Pozzuoli (anni di Figliolia, Giacobbe, Monaco, Fenocchio tutti dentro)
L'unica opposizione, a chiacchiere, è accennata dall'ex listino civico che appoggiava Figliolia durante le elezioni e da qualche esponente del moribondo partito UDC. Certo solo sceneggiate napoletane che si placano con carezza ma comunque è un opposizione più interna e patologica che quella formale e fisiologica.

Il Funambolo

Proposte per una riforma della giustizia più civile e moderna. Ecco l'elenco dei punti nodali.


Adeguare il sistema penale e procedurale ai principi costituzionali, questo è un passo in avanti per la vera libertà e la vera realizzazione dei principi democratici che possono favorire la nascita di una vera civiltà giuridica del terzo millennio.
Una radicale riforma del sistema giuridico e del modo di agire e di pensare si rende necessaria e i tempi per il legislatore sono maturi.
Una proposta di rinnovamento del sistema sarebbe la seguente:
- Processo cosiddetto "breve", la colpevolezza o l'innocenza va acclarata in un lasso di tempo non lungo e la violazione del principio va sanzionata con l'estinzione della procedura.
- Prescrittibilità di tutte le sanzioni di carattere amministrativo non pecuniarie, quali ordini giudiziali di demolizioni, confische amministrative non eseguite ecc. ecc.
- Competenza collegiale per l'emissione di misure cautelari personali di tipo custodiale e per sequestri preventivi concernenti beni di notevole importanza e valore che possono avere conseguenze negative sui lavoratori dipendenti (es. caso Ilva).
- Custodia cautelare in carcere solamente per soggetti pericolosi per la pubblica incolumità e per la sicurezza dello Stato e delle persone, nonché per le esigenze di reiterazione di gravi reati. Arresti domiciliari la regola e carcerazione l'eccezione per i succitati casi marginali.
- Sequestri preventivi e conservativi da disporre anch'essi in presenza di gravi indizi di colpevolezza e per concrete esigenze cautelari, superando così il dibattuto ed annoso problema di costituzionalità dell'impostazione attuale delle misure cautelari reali.
- Riforma della normativa sui collaboratori di giustizia: cessazione di ogni beneficio economico e di trattamento extra penale. Limitazione del loro utilizzo a casi marginali e di conclamata necessità ed affidabilità. Incentivazione e protezione con i medesimi benefici che verrebbero sottratti a questi ultimi per le persone offese dal reato, vera fonte testimoniale da curare e da promuovere.
- Tetto di spesa per le intercettazioni telefoniche e risorse da distrarre in favore dei servizi di cancelleria e per l'informatizzazione della giustizia.
- Riforma radicale delle misure di prevenzione personali da ancorare a seri indizi di colpevolezza e abolizione di ogni tipo di misura di prevenzione ablatoria patrimoniale, incostituzionali sotto ogni aspetto e contrari ad ogni principio ed articolo della Costituzione. I frutti ed i proventi di eventuali reati vanno accertati con sentenza ed all'esito di un vero processo penale e non in base a semplici sospetti.
- Separazione della carriere dei magistrati con la formazione di distinti ed autonomi ordini tra giudici civili e penali e nell'ambito di questo tra pubblico ministero e giudicante. Impossibilità, senza concorso, di passaggio da un corpo all'altro dei citati poteri istituzionali.
- Ampliamento e valorizzazione (articoli del codice di procedura penale sulle investigazioni difensive) dei poteri dell'avvocato difensore e delle relative indagini difensive in virtù del principio della parità tra accusa e difesa, anche nella fase delle indagini preliminari.
- Ampliamento del novero e dell'applicabilità delle misure alternative alla detenzione con potenziamento di quelle tendenti alla realizzazione di lavori di pubblica utilità.
- Adeguamento delle strutture carcerarie secondo principi di umanità.

                

                                                                                                                       Avv. Lorenzo Sozio

lunedì 25 marzo 2013

Movida cafona a Pozzuoli, sempre più risse e violenze.


Accade di tutto in piazza della Repubblica a Pozzuoli, risse e violenze accompagnate da una certa foga teppistica e primitiva, si verificano puntualmente ad ogni fine settimana, dalla sera a tarda notte; ma il fenomeno potrebbe avere un incremento esponenziale con l'avvicinarsi dell'estate, periodo nel quale ogni sera la "movida cafona" si riversa per le strade puteolane per dar sfogo agli istinti più repressi.
Uno zoo a cielo aperto e nel bel mezzo del centro storico, un ring perenne che ospita giovani facinorosi che sotto effetto di alcol e droghe (molti sono buzzurri per vizio antropologico) si contendono donne, altrettanto volgari e zotiche, le quali sono le prime sostenitrici che emettono vocalizzi da scimmie, in caso di lotta o scontro tra i "maschi" dominanti.
Uno scenario tetro e lurido condito dagli odori provenienti dagli esercizi circostanti che sembrano gli angoli del ring nei quali i pugili si riforniscono di ghiaccio e di bevande rinfrescanti per riprendere la battaglia, spesso condotta con armi improprie ed improvvisate, segno della disorganizzazione anche delinquenziale di tali soggetti locali: caschi, bottiglie e persino tavolini e sedie da bar vengono adoperati baldanzosamente contro l'avversario. Plateali gesta che ricalcano gli atteggiamenti degli animali in calore che lottano tra di loro per mettersi in mostra agli occhi della donna prescelta, la quale si accoppierà con il zoticone vincitore di turno.
Una jungla, un mondo di sinistri suoni e vocalizzi fatiscenti, infarciti da volgari lamenti che non possono non essere considerati inquinamento acustico e culturale.
Il calore estivo purtroppo risveglierà dal letargo le specie di australopitechi che invaderanno le strade con auto e motorini di ogni cilindrata pur di sopraggiungere nella piazza degli schiamazzi e delle violenze. L'estate si avvicina e solamente un aumento delle forze dell'ordine e la fornitura alla polizia locale di manganelli potrà alleviare il tanfo di tali luride emissioni antropologiche.
Una città in balia di "cervelli di gallina" che esprimono il proprio lustro sociale attraverso l'atto più nobile nel loro mondo, la rissa. Se a ciò si aggiunge che la camorra puteolana sembra "degradata" nella figura "professionale" del parcheggiatore abusivo, massima espressione "criminale" di Pozzuoli, il dato è tratto. Una città in balia degli scellerati più sfigati.

Il Funambolo

martedì 5 marzo 2013

Il popolo boccia l'antimafia politicizzata alla Ingroia. Avvocati in rivolta?


Il popolo ha sonoramente bocciato la magistratura politicizzata come quella di Ingroia, il cui partito non riesce nemmeno a racimolare la metà dei voti utili per entrare in Parlamento. Ma le antimafie politicizzate continuano ad imperversare in ogni angolo del paese, con arresti eccellenti di politici ed imprenditori etichettati con  accuse tabù per i cittadini. Ad esempio il marchio di "agevolazione mafiosa", troppo spesso è incollato in capo allo scomodo nemico, anche politico,in modo del tutto frettoloso e superficiale, tanto che l'opinione pubblica di fronte a tale tipo di contestazione tace, soprattutto perché è un terreno scivoloso e dai confini non chiari ma confusi. Una zona dove la distinzione tra lecito ed illecito non è decifrabile, bensì è soggetta a molteplici letture: per un interprete c'è reato per un altro è tutto lecito. Quasi un reato di "opinione". Una disinvolta caccia alle streghe basata sulla regola del sospetto.
Caccia alle streghe a Londra
Anche il mondo dell'avvocatura non ci sta più e si ribella, specie a Napoli dove quasi tutte le gang criminali e balorde della città sono state debellate e adesso sembra che per raschiare il fondo del barile si cerchi di mettere sotto la lente di ingrandimento l'intera classe professionale, non solo legale ma anche dei medici e di altro tipo di consulenti che sembrano essere considerati come longa manus delle organizzazioni criminali. Una immensa generalizzazione.
Per non parlare della violazione dei più elementari principi costituzionali quotidianamente calpestati con custodie cautelari illegittime, richieste e concesse in modo frettoloso e meccanico, forse con un pizzico di paura da parte di giudici per le indagini preliminari che dovrebbero diventare collegiali per l'applicazione di alcune misure afflittive. Arresti per fatti lontani di dieci anni, utilizzo discutibile della verbalizzazione dei collaboratori di giustizia, usati sovente come arma di distruzione di massa politica e tanto altro. La lista è lunga.
Solo il legislatore può intervenire per arginare il diffuso fenomeno ed utilizzo dell'abuso della carcerazione preventiva senza presupposti di legge e per l'immane utilizzo di fondi dei contribuenti per fare intercettazioni telefoniche ed ambientali oltre misura e necessità. Dei pentiti già si è detto, la gente ha imparato che molti di questi balordi, dopo aver scontato le pene in regime agevolato, ritornano a delinquere sotto altro aspetto e generalità ed in nuove località, come il caso del "famoso" accusatore di Enzo Tortora, oggi di nuovo alla sbarra.
Andrebbe incentivata, premiata e tutelata altra forma di collaborazione: quella delle persone offese da reato che il più delle volte si vedono utilizzati ed abbandonati mentre i pentiti premiati.
Dio ci salvi dal protagonismo e garantisca la separazione dei poteri così come Montesquieu professava.
Galileo Galilei davanti al Tribunale dell'Inquisizione. Olio su tela di Cristiano Banti, 1857